Associazione E'-vViva la Mamma
Lettera di Antonio Giordano
Martedì 11 Settembre 2012 14:58

Caro dottor Fratantonio,

bella serata,quella di sabato;densa, succosa, priva di fronzoli e di vetusti, lunghi e innervosenti cerimoniali, opportunamente banditi. Ci siamo sentiti tutti a nostro agio: stacchi e spazi sono stati riempiti in modo interessante e artisticamente pregevole.

Non una sbavatura, Di questo la ringrazio insieme al mio discepolo che, mi permetta di dire, è stato all'altezza della situazione, ricevendo congratulazioni e consensi malgrado abbia sofferto parecchio nel viaggio in pullman.

Grazie anche per tutto il resto e non solo a Lei ma anche a codesta città che ci ha dato un calore non solo atmosferico ma anche umano e squisitamente artistico. Dice una norma di diritto "Bis ne sit de eàdem re". Mi esimerò quindi dal partecipare alla prossima edizione del concorso. Ma voglio, fuori concorso inviarle un sonetto, sì una di quelle composizioni che adesso nessuno sa e vuole più fare, una forma poetica nata a Palermo, alla corte di Federico II, che io continuo a coltivare, disdegnando sedicenti poesie che disattendono rima e ritmo, vanificando il potere comunicativo, musicale ed espansivo del verso: Ma si sa, come scrisse Alfred De Musset, "Le faux art dure l'espace d' une nuit". Io mia madre l'ho cantata così e, con un sonetto e in 14 versi credo di aver comunicato il mio amore, la mia sofferenza, le cure per lei. Sì, solo in 14 versi. Gradisca, la prego i sensi della mia stima e della mia alta considerazione nei Suoi confronti.

Antonio Giordano

 

NON CANTO

Perdona mamma ma sono sincero:
non so scriver poesie per te che ho amato.
Limitarti non voglio col pensiero:
ti stringerei nel verso corto e ingrato.

Lo sguardo tuo or dolce ed or severo,
il bacio tuo lieto o rammaricato,
lo sento ancora e nulla m’è più vero
del capo tuo su di me appoggiato.

Nel vederti sfiorir dolore e pena
mi ferivano il cuore fino al pianto.
Avrei voluto renderti serena, 

dal tempo non offesa o vizza tanto.
Ho un groppo in gola nel veder la scena
di te che muori e…scusa se non canto.