Associazione E'-vViva la Mamma

1° Premio

"Madre del sud"

di
Giovanni Schembari
RAGUSA

Giovanni Schembari

Motivazione
Accorato canto, bisbiglio sussurrato, recupero memoriale struggente per invocare il fragile perdono della madre, grembo e rifugio del figlio, ancora lacerato dalla fuga verso terre avare di sole, dove amara e penosa perdura l'inquietudine esistenziale.

 

Madre del sud

Venne il tempo di raccogliere
tutti i miei cocci
nel tuo grembo,
madre.
Profugo di questa parte
del mondo
abbandonai quelle stanze cieche,
bruciai quei giorni inutili
chiusi da un filo spinato.
Come figlio di una stella distratta
puntai il mio braccio
nudo
sulla scia della luna
e bussai al cielo a chiedere
perché.
Madre, tu sapevi,
non mi amava più
nemmeno il sole,
e gli alberi e le foglie;
quei compagni caparbi ed
indolenti
sotterravano la mia anima
randagia
e straziavano il tuo cuore
giusto.
Oh madre,
dovevo fuggire da quella
indifferenza tessuta sui telai
delle mie piccole storie,
spezzare quel filo d'acrobata
sfidato al circo della mia vita
frantumata come carta
di coriandoli,
sgretolare tutti i miei rumori.
Mai più camminare a ritroso,
mendicare carezze ed illusioni,
raccattare stracci di speranza,
mai più in ginocchio
a strappare i chiodi conficcati
nelle zolle
di quest'arida terra,
dove i carrubi
come baionette allineate
narrano di guerre e pietre e spine
e di fantasmi irriverenti.
Madre,
in questa terra lontana
e avara di sole
ho smarrito quell'antico profumo
di zucchero filato e vino cotto
e il bianco odore che la zagara
regalava al vento.
Inquieti dormiveglia stringono
le notti al mio cuscino
e recinti assolati e grigie
ciminiere mi graffiano il cuore.
Madre,
rannicchiato nella mia anima
ancora bambina
mendico straniero un fragile
perdono alle lacrime nascoste
nel tuo viso
prigioniero.